Tutorial 3

I servizi base di Internet

La prima cosa necessaria per accedere a Internet è disporre di un computer collegato alla Rete. La lettura delle lezioni precedenti dovrebbe aver fornito le indicazioni necessarie in proposito. Comunque, per chi lavora in un'organizzazione che ha una connessione permanente ad Internet (ad esempio, un’Università), non ci sono problemi: sarà il responsabile del Centro di Calcolo a fornire tutte le informazioni necessarie. Altrimenti, bisogna collegarsi via telefono a un provider e valgono le considerazioni del tutorial precedente. Se si usa il collegamento Internet permanente di una società o università, non bisogna occuparsi del programma di comunicazione, perché il proprio computer è già collegato direttamente a un computer che, a sua volta, è collegato a Internet. La configurazione del sistema di connessione da usare, quindi, è a carico del responsabile del collegamento Internet dell'organizzazione (di solito, l’amministratore di rete).

Se dovete creare un collegamento in commutata, invece è necessario disporre di un personal computer con un modem (o un adattatore ISDN) e un programma di comunicazione, affinché il proprio computer chiami il computer del fornitore e "si colleghi" via PPP. Oggi questi programmi di comunicazione sono integrati nella maggior parte dei sistemi operativi per personal computer, da Windows 95 o NT a Mac0S, OS/2 e chi più ne ha più ne metta; ogni buon provider è in grado di spiegarvi come configurarli. Inoltre, per iniziare a esplorare Internet dovete avere un browser, cioè un programma applicativo per l’accesso ai vari servizi di rete.

I più diffusi browser sul mercato oggi sono Netscape Navigator e Microsoft Explorer. Nel seguito, supporremo che il lettore disponga di un computer correttamente configurato per l’accesso alla Rete e di uno di questi due programmi. Infatti, nel corso di questo e dei prossimi capitoli, vi verrà spesso chiesto di "andare" a un indirizzo di Rete.

Per farlo con Explorer, basta andare nel menu File trovare l'opzione Open Location o Open e poi digitare l’indirizzo nella casella che compare. In Netscape Navigator, basta digitare l'URL nella finestrella posta nella parte superiore del video e premere Invio.

Gli strumenti per l'accesso a Internet

Lavorare sul proprio personal computer e navigare in Rete sono due cose ben diverse. Sul proprio computer si ha un'interazione istantanea con i programmi e gli effetti delle proprie scelte sono immediatamente visibili. Nel caso di Internet, milioni di computer sono collegati a distanze di migliaia di chilometri; ovviamente, questo provoca tempi di attesa che possono diventare assai lunghi. Per motivi di efficienza, il software per interagire con la Rete è composto di una comunità di moduli, alcuni specializzati nel presentare richieste di elaborazioni (i client, di cui un esempio è proprio il browser), altri nell'eseguirle (i server). Una volta che i server sono stati installati, possono soddisfare le richieste di un gran numero di client diversi. Per questo motivo, si può parlare genericamente di Netscape o di Internet Explorer, dando per scontato che ne esista una versione per Mac, una per DOS/Windows, una per OS/2 e così via.

Considerando le dimensioni della Rete, il gran numero di computer che vi sono connessi stabilmente e l’enorme quantità di informazioni disponibili, si può ben capire come sia difficile non perdersi vagando su Internet. Per fortuna, esistono molti strumenti software per facilitare il compito degli utenti. Ognuno di questi programmi ha per così dire la sua specialità e può essere utile in determinate circostanze. Alcuni di essi, detti strumenti di base, sono disponibili sulla Rete fin dai primi tempi. In questa lezione ne diamo una breve presentazione, rimandando il lettore alla prossima per notizie più dettagliate sul loro uso con Netscape Navigator o Microsoft Explorer.

Dal punto di vista concettuale, comunque, è importante rendersi conto subito che ciascuno degli strumenti che utilizzeremo si trova ai livelli alti della pila OSI, ovvero "realizza" un protocollo ad alto livello, a sua volta "basato" su TCP/IP.

Ma cosa significa in realtà questa frase ? Ricorderete dal tutorial precedente che TCP/IP (il protocollo di Internet) è uno standard che definisce anzitutto come suddividere l'informazione che deve viaggiare sulla Rete, ad esempio un messaggio, in piccoli pezzi (i pacchetti) contrassegnati dall'indirizzo numerico IP del destinatario e inoltrati indipendentemente. TCP/IP definisce la struttura di questi pacchetti, ad esempio prescrivendo che l'indirizzo del destinatario vada messo all'inizio del pacchetto. Inoltre, spiega come recapitare i pacchetti a destinazione, anche se questo tema è più complicato e non ci interessa approfondirlo... almeno per ora.

Cosa vuol dire allora che un server Internet "realizza un protocollo ad alto livello basato su TCP/IP"? Significa che ogni servizio di Internet definisce un tipo di pacchetti TCP/IP prescrivendone la struttura INTERNA. Tutti i pacchetti TCP/IP hanno l'indirizzo IP del destinatario all'inizio; ma i pacchetti che contengono pezzi di un messaggio di posta avranno, ad una posizione prefissata al loro interno, una sigla che li identifica come tali e chiarisce la loro funzione. Questa sigla sarà diversa da quella presente nei pacchetti inviati da altri servizi, come quello di trasferimento dei file.

La Posta Elettronica

Il più popolare servizio di Internet è il suo sistema di posta elettronica . La posta elettronica consiste semplicemente nel mandare messaggi attraverso la Rete: il destinatario di un messaggio lo troverà pronto da leggere sul suo computer non appena si collega. La semplicità di questo concetto fà si che quasi tutti gli utenti Internet usino la Rete come strumento economico e comodo per mandare messaggi ad amici e colleghi nel mondo. Invece di scrivere un messaggio, metterlo in una busta e spedirlo, lo si può mandare attraverso Internet a un qualsiasi utente, ovunque si trovi. Come si è visto nel tutorial precedente, la posta elettronica definisce un protocollo ad alto livello, SMTP, che detta la struttura dei messaggi, imponendo ad esempio che tutti i messaggi portino all'inizio una serie di informazioni di servizio che il mittente deve fornire.

Ecco l'intestazione "reale" di un messaggio di posta:

Date: Tue, 18 Dic 1997 17:25:42 GMT

From: MIFAV@roma2.infn.it <br>

To: polo@ips.it, petronio@axrma.uniroma1.it, dim2319@iperbole.bologna.it, pecci@comune.prato.it, aft@comune.prato.it, ministro@murst.it, galcivmo@comune.modena.it, amodio@zeus.idis.unina.it.

Subject: Annuncio

Per chi è interessato alle possibili applicazioni di Internet in ambito aziendale, i vantaggi di un sistema di posta elettronica sono ovvi. Anzitutto ha la posta elettronica ha molte più funzionalità della posta tradizionale: si può usare per trasmettere file, per aderire a gruppi di discussione via rete, a riviste in forma elettronica; per avere copie omaggio di programmi e file multimediali. Inoltre si tratta di uno strumento veloce e poco costoso, a volte più economico che mandare un messaggio per posta ordinaria. Ci sono molti programmi per la gestione della posta elettronica; alcuni di essi, tra cui quelli incorporati in Netscape Navigator e Microsoft Explorer, oltre all'invio e alla ricezione di messaggi consentono anche l'invio di file e la risposta automatica. Comunque, bisogna guardarsi dai pericoli di incomprensioni ed equivoci causati da questo nuovo mezzo di comunicazione.

La funzione Reply

La risposta automatica è una funzionalità offerta da quasi tutti i programmi di e-mail. Quando si osserva la lista dei messaggi ricevuti, in realtà si guardano, in forma compatta, le intestazioni dei messaggi. Come visto, si tratta di brevi descrizioni che comprendono la dimensione del messaggio, la data, il destinatario, il mittente e così via. Dopo aver fatto clic una volta su una di queste intestazioni, in modo da selezionarla, basta fare clic sul pulsante di risposta e comparirà una finestra dove nel posto dell'indirizzo del destinatario compare quello del mittente del messaggio precedente. Forse l'unico vero lato negativo della posta elettronica è che il sistema non è sicuro; ciò significa che altri possono leggere il testo che si riceve o che si spedisce. Nel seguito del corso vedremo come difendere la privatezza dei nostri messaggi.

SMTP (Simple Mail Transfer Protocol) e POP (Post Office Protocol)

Come sappiamo, il protocollo definito dal servizio di posta elettronica si chiama SMTP (Simple Mail Transfer Protocol); quasi tutta la posta su Internet viene trasportata da un punto all'altro usando questo protocollo.

SMTP definisce il formato del contenuto della posta, compresa l'intestazione e la formattazione del corpo testo. Inoltre, definisce come come inoltrare i messaggi partendo dal computer del mittente fino ad arrivare alla macchina (detta mailer) di raccolta posta della rete di destinazione.

Una volta giunti è compito di un altro protocollo, il POP o Post Office Protocol (vedi seguito) portare il messaggio sul personal del destinatario (ammesso che questo personal NON sia un mailer). E' interessante notare che SMTP è un protocollo a 7 bit. In altre parole, tutti i caratteri inviati utilizzando SMTP devono avere un codice ASCII minore di 127. Per il testo solitamente non esistono problemi; diventa difficile riuscire a inviare dei grafici, dei programmi o altri file binari. Ecco perché spesso vengono usati dei metodi di codifica come ad esempio uuencode e BinHex. Questi metodi "impacchettano" i dati a 8 bit in partenza in un flusso di dati a 7 bit e li estraggono di nuovo dall'altro lato. Per ovviare a questo limite di SMTP è stato definita l'estensione MIME: Multipurpose Internet Mail Extensions che consente di trasmettere file binari come messaggi di posta.

Non tutti i programmi di posta riconoscono i file MIME; ecco perchè per leggere la posta è consigliabile l'uso di Netscape ed Explorer.

POP è diventato necessario perchè ben pochi computer di oggi agiscono come mailer; anzi spesso ce n'è uno solo per edificio. Il motivo è semplice: spesso i personal computer non sono accesi e quindi non possono ricevere la posta. Per usare la metafora dell'ufficio postale, il mailer (computer sempre accesi) è l'ufficio postale e il personal computer è il destinatario. Quando la posta arriva, viene inserita nella memoria dell'ufficio postale e quando la si vuole controllare bisogna collegarsi con l'ufficio postale, scaricare la propria posta e poi sconnettersi. Dopo averci dato i nostri messaggi, l'ufficio postale può cancellare la sua copia.

Posta verso altre reti

Nonostante le differenze che abbiamo delineato nel tutorial precedente, Internet e FidoNet hanno qualcosa in comune: esiste già da parecchi anni un gateway funzionante, realizzato ed installato negli USA, il quale consente il passaggio di e-mail tra le due reti (mentre per le news, di cui ci occuperemo tra breve, attualmente non esiste alcun gateway ufficiale). Per spedire un messaggio personale da Internet verso FidoNet bisogna ovviamente conoscere nome ed indirizzo del destinatario (ad esempio: Mario Rossi, 2:332/317.1). Per determinare l'indirizzo Internet "fittizio" dell'utente FidoNet per prima cosa si sostituiscono nel nome gli spazi con dei punti (Mario.Rossi); quindi si prendono in ordine inverso i quattro numeri che compongono l'indirizzo FidoNet, inserendo tra un numero e l'altro i caratteri p, f, n, z. Così, 2:332/317.1 diventa p1.f317.n332.z2. Infine si aggiunge il suffisso .fidonet.org. L’indirizzo "fittizio" risulta quindi Mario.Rossi@p1.f317.n332.z2.fidonet.org. Vi assicuro che è più difficile a dirsi che a farsi... Per inviare invece un messaggio da FidoNet ad un utente Internet il metodo è molto più semplice: il messaggio va indirizzato a UUCP sul nodo 1:105/42.

Nella prima linea si scrive To: seguito dall'indirizzo Internet del destinatario.

Questo punto di collegamento realizza quindi una interconnessione permanente tra Internet e la galassia FidoNet, anche se ovviamente l'efficienza è notevolmente inferiore rispetto ad una mail su Internet (capita molto spesso che un messaggio impieghi più di due o tre giorni per giungere al destinatario).

La connessione remota: Telnet

L'utility Telnet è stato uno dei primi strumenti disponibili su Internet. Telnet, che si basa sull’omonimo protocollo descritto nelle lezioni precedenti, permette agli utenti autorizzati di collegarsi ad altri computer appartenenti a Internet ed eseguire i programmi presenti su di essi. Grazie a pochi comandi, l'utente autorizzato può collegarsi a un computer remoto, chiedere e ottenere l'accesso e poi comportarsi come se fosse seduto davanti al computer stesso, mandando in esecuzione i programmi che vuole.

Una volta che l'indirizzo numerico Internet del computer da raggiungere è noto, se Netscape e/o Explorer sono ben installati e corredati dei programmi aggiuntivi necessari, effettuare il collegamento è facilissimo; anzi, spesso è sufficiente conoscere il nome.

Basta infatti digitare telnet:// seguito dal nome del computer a cui ci si vuole connettere per lanciare (dall'interno di Netscape o Explorer) un programma client che si collegherà al computer remoto. Anche se per l'utente occasionale non è molto utile, Telnet è un servizio che si è rivelato prezioso per l'uso di Internet da parte di ricercatori e scienziati, consentendo loro di lavorare insieme e condividere risorse.

Accesso come ospiti

La gran parte dei computer presenti su Internet è protetta da parole d'ordine (password) contro gli accessi non autorizzati via Telnet. Alcuni di essi consentono però connessioni temporanee anche a utenti ospiti; solitamente permettendo loro di usare un numero ristretto di funzioni. In questi casi, viene richiesto di fornire il proprio indirizzo di posta elettronica come password; altre volte invece bisogna fornire un nome utente convenzionale come anonymous o guest;. Spesso sono necessari parecchi tentativi; comunque osservando le informazioni che vengono visualizzate sullo schermo si può imparare qualcosa sulle procedure adottate sul computer remoto. Se siete collegati a Internet e disponete di Netscape o Microsoft Explorer potete provare l'ebrezza di avere sotto le vostre dita la tastiera di un computer in America, e vedere la qualità della configurazione del vostro browser aprendo l’indirizzo (con Open Location, oppure digitando l’indirizzo direttamente nella finestrella nella parte superiore della finestra)

Nome utente e password sono entrambi "e-math": Poi, cercate di orizzontarvi tra i menu dedicati ai matematici membri della American Mathematical Society.

Il trasferimento di archivi: FTP

Il servizio FTP (File Transfer Protocol ovvero Protocollo di Trasferimento Archivi) serve principalmente per scaricare archivi da computer remoti.

I file possono essere di testo, software, giochi, archivi scientifici e tutto ciò che si può immagazzinare in un computer. Come abbiamo visto nella lezione precedente, per usare FTP bisogna conoscere il nome o l'indirizzo IP del computer a cui si vuole accedere.

Alcuni servizi FTP richiedono parole d'ordine, ma non tutti. Molti contengono dati e programmi appositamente scritti per essere di pubblico dominio e pertanto sono ad accesso libero. Corrispondentemente, ci sono due modi di utilizzo per FTP: l'Anonymous FTP (o FTP pubblico) e il Full Service FTP (o FTP privato). Quest'ultimo entra in gioco quando si è utenti registrati su due diversi computer di Internet e si vogliono trasferire dei file dall'uno all'altro. Ad esempio, è possibile trasferire un file da una directory di un altro computer associata al vostro a cui avete accesso. Dovete semplicemente includere il vostro nome utente e la vostra password, come nell'esempio che segue. Supponiamo che il vostro nome utente su un'altra macchina sia joe@idaho.com e che la password sia XK!3s.

Allora l'URL appropriato per trasferire via ftp un file chiamato story.txt da una directory del vostro account è ftp://joe:XK!3s@idaho.com/story.txt.

Usando Netscape o Explorer, per accedere a un server FTP ci si collega automaticamente con il nome utente anonymous; e si utilizza il servizio FTP pubblico. Collegandosi a un server FTP, si può consultare l'elenco delle directory contenenti il materiale pubblico; molti server hanno organizzato questi dati per categorie, ma FTP non fornisce nessun aiuto nella ricerca: il suo compito si limita alla trasmissione dei dati. Per questo motivo si può specificare se si tratta di dati binari (binary, come ad esempio un programma eseguibile) oppure di un file di testo (ascii). Usando Netscape o Explorer, comunque, FTP è in grado di capire da solo la natura dei dati.

L'uso di FTP richiede che l'utente sappia le risorse disponibili sui vari siti della rete. Questo può apparire problematico, ma per fortuna esiste un altro strumento in grado di indicizzare i file presenti sui diversi server FTP sulla base dei loro nomi. Si tratta del server Archie.

Archie

Il servizio Archie ha una funzione specifica su Internet: interrogare tutti i server Anonymous FTP sui loro contenuti per costruire un catalogo alfabetico. Questo repertorio servirà poi agli utenti per localizzare l'informazione in ambiente Internet. Visto che ci sono migliaia di FTP server, non è certo possibile cercare un certo file dappertutto; ma grazie a Archie, si può consultare un elenco completo. Per provare andate a:

http://services.bunyip.com:8000/products/archie

ZIP, TAR e altri file compressi

Molti file che si trovano su un sito FTP sono compressi in qualche modo, così occupano meno spazio su disco e viaggiano più velocemente sulle connessioni Internet. I file dei personal computer di solito sono compressi in un formato .ZIP che richiede di decomprimerli con WinZip o PKZip. I file Macintosh generalmente sono compressi nel formato .SIT o HQX che comportano l'utilizzo di StuffIt Expander per decomprimerli. Ecco un elenco di altri formati compressi che si possono incontrare:

.Z Compresso con un programma di compressione UNIX

.z Compresso con un programma del pacchetto di UNIX

.shar Archiviato con l'archivio shell di UNIX

.tar Compresso con tar di UNIX

.pit Compresso con PachIP di Macintosh

.zoo Compresso con Zoo210

.arc Compattato con PKARC per DOS

.exe File .ZIP ad auto estrazione per personal computer

.hqx Mac BinHex

.sea File .SIT ad auto estrazione per il Macintosh

Quando si scaricano dei file, ci si assicuri che possano girare sulla propria macchina. In altre parole, se si ha un personal computer Windows, si eviti di scaricare inutilmente un file .SEA o .SIT Macintosh. La maggior parte dei siti FTP contiene anche le utility necessarie per decomprimere i file; cercatele nella directory /UTIL. Se non riuscite a trovare le utility di decompressione che servono, controllate la lista di Stroud al sito

http://www.stroud.com

oppure Tucows all'indirizzo

http://www.tucows.com

Il caricamento di file

Oltre a prendere dei file dai siti FTP è possibile anche copiare i propri su alcuni siti. Questo consente di spedire lo shareware preferito o consegnare ai responsabili del sito un lavoro o delle informazioni recenti; ovviamente, per caricare i file su un sito occorre avere l'autorizzazione e quindi si tratta di sessioni FTP private.

E' possibile caricare i file con uno dei due metodi seguenti. Il modo più semplice è spostarsi sul sito FTP nella directory in cui si vuole porre il file e poi trascinare l'icona del file, da Windows Explorer o File Manager, nell'area di visualizzazione del browser.

Se questa procedura non soddisfa, in Netscape 3.0 e successive si può usare il comando File/Upload File e usare la finestra di dialogo che compare per copiare il file sul server di FTP.

I gruppi di discussione: Usenet

I lettori di news sono programmi che consentono una facile consultazione dei messaggi inviati ai vari gruppi di discussione Usenet.

Usenet è una sorta di rete a connettività intermittente, che trasferisce da un computer all'altro della Rete le discussioni sui più vari argomenti, composte dagli interventi degli utenti inviate via posta elettronica. Per ogni argomento c'è un gruppo. I programmi lettori di news, oggi incorporati in Netscape e Explorer, divennero indispensabili quando il numero dei gruppi crebbe a dismisura. Questi programmi raccolgono i messaggi solo dai gruppi di interesse del singolo utente, e li organizzano in modo da agevolare la consultazione.

C'è anche modo di contribuire alla discussione via posta elettronica. I vari gruppi di Usenet forniscono direttamente le informazioni su come contribuire al dialogo e i più comuni interrogativi (FAQ: frequently asked questions) sull'argomento in discussione. Sono disponibili anche elenchi aggiornati dei gruppi presenti sulla rete. Usenet è una parte molto dinamica di Internet e tra i gruppi c'è una natalità e una mortalità particolarmente elevata. Usenet non è organizzata in modo centralizzato e non c'è controllo su chi invia o riceve gli articoli, ma qualunque interesse si abbia, si può stare certi che su Usenet c'è un gruppo che se ne occupa.

I gruppi

Le news sono suddivise in sette grandi categorie che corrispondono ad altrettanti argomenti. Alcuni gruppi hanno migliaia di utenti mentre altri ne hanno una dozzina o anche meno.

News Gruppi che si occupano delle novità della rete e dell'amministrazione di sistema.

Soc Gruppi che si occupano di problemi sociali.

Talk Gruppi di discussione finalizzati al dibattito su temi vari.

Misc Gruppi che si occupano di argomenti di varia natura, non facilmente classificabili.

Sci Gruppi riguardanti la discussione sulle applicazioni della scienza.

Comp Gruppi che discutono teoria e applicazioni dell'informatica

Rec Gruppi che discutono di arte, di tempo libero e di attività ricreative.

Oltre a questi, c'è un insieme di gruppi in rapida espansione il cui argomento è meno formale e tradizionale. Eccone un elenco:

Alt Gruppi che discutono temi scabrosi, controversi o semplicemente frivoli.

Biz Gruppi che discutono temi inerenti le imprese e gli affari in generale.

Iee Gruppi che discutono di temi relativi all'ingegneria elettronica ed elettrotecnica.

K12 Gruppi che discutono su temi pedagogici dell'insegnamento elementare e medio.

Usenet è un sistema gerarchico: ognuno dei grandi gruppi ha decine di sottogruppi, che a loro volta sono ulteriormente suddivisi. Ad esempio: soc.culture.italian individua il gruppo che si occupa di cultura e società italiane. E' in lingua inglese e frequentato da italiani e stranieri.

Esercizio (15 punti)

Scoprite come collegarvi a Usenet usando il vostro programma Netscape o Explorer (suggerimento per chi usa Netscape: guardate sotto l'opzione “Window”) e mandate all’autore via posta elettronica il contenuto dell'articolo più recente del gruppo soc.culture.italian. Se non riuscite aspettate la prossima lezione...

Dai nomi "semplici" agli URL

Tutti i server di Rete elencati in questo corso sono individuati da un indirizzo nel formato esteso detto Uniform Resourse Locator (URL). Questo tipo di indirizzo NON è la stessa cosa del nome di un computer della Rete, perchè individua un server (ovvero, un servizio remoto) e NON un generico computer. L'aspetto dell'indirizzo di una risorsa Internet (URL) può sembrare a prima vista ostico.

Invece di separare le varie parti di un indirizzo mettendole su linee diverse, come su una busta, in Internet si dividono gli elementi tipograficamente usando punti (.), due punti (:) e barre (/).

Ma che relazione c’è tra i nomi "normali" e gli URL?

Ricordate che, così come il mondo è composto da continenti, nazioni e regioni, Internet è divisa in domini e sottodomini. Le nazioni corrispondono ai domini di livello più alto; per esempio, il dominio Italia è contrassegnato da .it e il Giappone da .jp.

I domini principali negli Stati Uniti sono, oltre a .edu,

.gov per le istituzioni accademiche e governative

.com per le ditte commerciali

.mil per i militari e così via.

L'indirizzo è costruito da sinistra a destra, partendo dall'informazione più specifica per arrivare alla più generale. Le URL aggiungono un'informazione importante: il tipo della risorsa, ovvero lo strumento di ricerca con cui la risorsa va consultata. La parte iniziale di un indirizzo URL identifica infatti lo strumento da usare. Ecco un elenco:

telnet:// Usare un client (esterno) Telnet per accedere alla risorsa.

gopher:// Usare un client (esterno) Gopher.

ftp:// Usare il client (incorporato) FTP.

Attenzione: Tutti i programmi client esterni dovrebbero essere già stati installati insieme alla vostra copia di Netscape Navigator o Microsoft Explorer. Ma non è detto...

Struttura di un Uniform Resource Locator (URL)

Vediamo ora un esempio di indirizzo URL completo e una spiegazione degli elementi che lo compongono:

ftp://archive.cis.ohio-state.edu:8080

La coppia di barre // che seguono l'identificativo del programma client da usare sono il modo standard di separare il nome del programma di accesso da quello della risorsa. Come sappiamo, archive.cis.ohio-state.edu è il nome che identifica uno specifico computer su Internet. Anche se su Internet i computer hanno numeri identificativi, gli indirizzi IP (ad esempio, 194.20.36.1), questi indirizzi si usano raramente perché sono difficili da ricordare; in alternativa si impiegano i nomi che vengoono poi tradotti nei numeri corrispondenti da parte dei computer detti name server .

Nel nostro caso, il computer archive è collegato alla rete cis. Da lato suo, cis è una sottorete dalla rete di ateneo della Ohio State University, che si trova nello Stato dell'Ohio.

Il suffisso .edu (educational) ci rivela che si tratta di un'Università.

Infine, :8080 è il numero di port, che identifica uno specifico programma server in esecuzione a quell'indirizzo di rete. Non è necessario specificare questo numero per usare gli strumenti standard di accesso, poichè il well-known port del servizio è sempre sottinteso; ad esempio, Gopher usa il well-known port 70. Se l’utente non indica un tipo di server, il prefisso dell’URL che indica il tipo viene convertito in un numero di porta standard che si invia automaticamente quando l'utente manda la richiesta al server. Anche se questo schema di indirizzamento può sembrare complicato, con l'esercizio diventa facile da usare e anzi è una guida preziosa per stabilire la natura e la posizione delle organizzazioni con cui si entra in contatto. Ecco un altro URL interessante da provare :

http://www-mitpress.mit.edu/City_of_Bits/contents.html

Quest'URL è l'indice di un libro interattivo di William J. Mitchell chiamato "City of Bits: Space, Place, and the Infobahn", con cui è divertente giocare. L'URL principale di questa pubblicazione è : http://www-mitpress.mit.edu/City_of_Bits/

Alla scoperta di Gopher

Gopher è il nome di un simpatico animaletto simile alla marmotta, il citello, che è il simbolo dell'Università del Minnesota. Su Internet, si tratta di un tipo di server molto importante che è contemporaneo al World Wide Web , ma si è diffuso molto prima . Di conseguenza molti database utili sul oggi presenti Web sono nati come server gopher. Gli URL Gopher sono un po' più complessi degli URL normali. Ogni risorsa Gopher, o oggetto ha un tipo di codice Gopher. Ecco una lista dei tipi Gopher:

0 file

1 directory

2 CSO server rubrica telefonica

4 BinHex file Macintosh

5 file binario DOS

6 file UNIX codificato uuencode

7 indice

8 sessione telnet

9 file binario.

T sessione terminale TN3270

s file sonoro.

g immagine GIF

M formato MIME.

h file html (pagina Web)

I immagine generica

Un URL Gopher, quindi, è simile ad un URL normale, con la differenza che ha un tipo che compare subito dopo i doppi slash che separano il tipo di risorsa dal nome del computer su cui si trova. Ecco l’URL gopher per un file di testo chiamato road :

gopher://gopher.csi.unimi.it:70/00/road

Potete aprirlo con Netscape o Explorer e visitare così il server Gopher dell'Università di Milano E' da notare che il tipo di oggetto 0 che indica un file è ripetuto due volte immediatamente dopo il nome del computer gopher.unimi.it. Il bello di Gopher è che, una volta entrati in un server, si possono consultare i dati senza dover necessariamente sapere il computer su cui si trovano, cioè senza conoscere il nome o l’URL. Infatti, facendo clic su un oggetto si accede ad esso indipendentemente dal computer su cui si trova, che può essere lo stesso da cui si è partiti oppure un altro, posto all’altra estremità del globo. Poichè non richiede una conoscenza dell'indirizzamento sulla Rete, Gopher è lo strumento ideale per i nuovi utenti. I collegamenti tra i vari server Gopher sono invisibili all'utente, il che lo rende uno strumento estremamente facile da usare. Per provare a fare un viaggio nel "gopherspazio" andate a

gopher://gopher.tc.umn.edu

Veronica

Esaminare Internet con Gopher può essere divertente, ma non è consigliabile quando servono urgentemente delle informazioni specifiche. E' necessario un metodo per trovare solo quei siti Gopher che hanno i dati che interessano. Con Veronica si digitano le stringhe di ricerca che le comunicano cosa cercare e quanti elementi trovare. Veronica esamina il suo lunghissimo indice di risorse Internet e poi riunisce un menu di server che corrispondono alla stringa di ricerca. Ad esempio si può inserire una stringa di ricerca per far sì che Veronica trovi tutti i siti che contengono delle informazioni su IBM e Apple.

La prima fase di ricerca, e anche quella che occupa più tempo, consiste nell'accedere a un server Veronica. Ciò che rende quest'operazione così difficile è che i server di Veronica sono molto richiesti e può capitare di non riuscire a ottenere l'accesso proprio quando serve . Il metodo più semplice comunque trovare un server di Gopher che ha un collegamento a Veronica e fare clic su di esso. A volte l'elenco dei siti di Veronica è diviso in due gruppi: uno permette di cercare tutto il gopherspazio e l'altro solo le directory. Per una ricerca rapida che dà pochi risultati, si selezioni una delle opzioni Directory Only; per una ricerca più completa si selezioni l'opzione Gopherspace. Indipendentemente da quale scelta si faccia, Veronica visualizza un modulo che permette di immettere la stringa di ricerca. Si faccia clic all'interno della casella di testo, si digitino le parole che si vogliono cercare e si prema Invio. Se ad esempio si digita "letteratura spagnola" Veronica cerca tutte le voci che hanno "spagnola" e "letteratura" nel titolo, ma non necessariamente nell'ordine in cui le parole sono state digitate; scopre anche ogni occorrenza di "letteratura" e "spagnola". Si faccia quindi in modo che la stringa di ricerca sia più specifica possibile.

Esercizio (5 punti)

Si trovi con Veronica un server Gopher che comprenda materiale su un argomento specificato e si scarichi uno dei file offerti.

Le mailing list

Le mailing list non sono native di Internet; sono un servizio nato parecchio tempo fa sulla rete BITNET, che collegava (e collega!) le istituzioni accademiche e governative europee che dispongono di grandi computer IBM.

Una mailing list è semplicemente un programma che distribuisce messaggi via e-mail a un elenco di abbonati. In alcuni casi si tratta di vere e proprie riviste elettroniche. Il programma di distribuzione ha un indirizzo di posta elettronica (nel formato nomelista@dominio) e i messaggi inviati a quell'indirizzo vengono smistati a tutti gli abbonati. Questi programmi servono da punto d'incontro tra le persone interessate a un argomento (ad esempio i database o la cristallografia) consentendo a ciascun membro della comunità di inviare avvisi o comunicazioni a tutti gli altri.

Ci sono due tipi di mailing list: quelle gestite manualmente e quelle automatiche.

Quelle manuali sono gestite da una persona, detta list administrator. Per abbonarsi a una lista di questo tipo bisogna chiederlo via mail all'administrator, che di solito ha un suo indirizzo di posta del tipo

nomelista-request@dominio

Le liste automatiche sono gestite da un processo server (detto mailserver, da non confondere con il mailer visto in precedenza). Per abbonarsi bisogna mandare un messaggio di posta elettronica all'apposito indirizzo del mailserver (che non è lo stesso della lista). Di solito il messaggio per abbonarsi è SUB nomelista Proprionome Propriocognome

per cessare l'abbonamento, basta inviare allo stesso indirizzo il messaggio SIGNOFF nomelista.

Il mailserver legge il messaggio, riconosce che contiene istruzioni per lui e le esegue. Ovviamente, si può fare ben di più che semplicemente abbonarsi o cessare l'abbonamento; per sapere la lista di istruzioni accettate da un mailserver basta inviargli un messaggio con l'istruzione HELP (In alcuni rari casi bisogna invece mandare un messaggio vuoto con HELP come subject).

LISTSERV è il tipo più diffuso di mailserver presente su Internet. Per conoscere le istruzioni accettate dai LISTSERV bisogna procurarsi un manuale, per esempio mandando il comando INFO GEN a uno di essi. Come abbiamo visto, il comando HELP fa sì che listserver vi invii una lista abbreviata di comandi, INFO GEN chiede le informazioni generali mentre INFO REFCARD ottiene la lista di comandi completa.

E' molto importante avere capito bene la differenza tra indirizzo della lista e indirizzo del gestore della medesima. NON MANDATE MAI messaggi contenenti comandi all'indirizzo della lista: non verrebbero affatto eseguiti ma inoltrati a tutti gli abbonati! Ovviamlente, vi sono parecchi altri comandi oltre a quelli visti finora. Ad esempio, l'elenco completo delle riviste scientifiche accessibili via Internet è contenuto nel documento "Directory of Electronic Journals and Newsletters" che è ottenibile dalla mailing list LISTSERV@UOTTAWA.BITNET con i comandi get Ejournl1 Directory (prima parte) e get Ejournl2 Directory (seconda parte).

Esercizio (5 punti)

Ottenete il manuale da LISTSERV@BITNIC.BITNET.

Come sappiamo dai tutorial precedenti, gli indirizzi di e-mail su Internet hanno il formato nomeutente@dominio

(ad esempio edamiani@tecnet.it). La vecchia rete BITNET su cui è nato il servizio di mailing list usava un formato nomeutente@nodo (ad esempio EDAMIANI@HNYKUN51).

Per inviare messaggi da Internet alle mailing list che si trovano su BITNET (o più in generale per spedire posta a un indirizzo di BITNET) basta aggiungere il suffisso BITNET all'indirizzo (e.g. EDAMIANI@HNYKUN51.BITNET). Anche se non vi capiterà probabilmente mai, sappiate che per mandare posta da BITNET a Internet si usano gli indirizzi Internet così come sono.

Come rintracciare la lista desiderata

Ci sono varie liste di liste che si possono consultare per trovare la lista che tratta di un argomento di proprio interesse. Eccone l’elenco:

1 - la cosiddetta "madre di tutte le liste" che elenca tutti i programmi LISTSERV su BITNET

2 - la lista degli interest-group

3 - servizi analoghi ai LISTSERV ma posti su Internet

4 - le liste dei newsgroup di USENET

5 - la lista Publicly Accessible Mailing Lists disponibile via USENET

6 - l'elenco Directory of Scholarly Electronic Conferences (ACADLIST), un riepilogo di mailing lists, newsgroup, bollettini, riviste scientifiche di grandissimo interesse per chi opera nell'ambiente universitario.

Vediamo in dettaglio come procurarsi questi elenchi.

La "madre di tutte le liste"

La madre di tutte le liste LISTSERV contiene le descrizioni (lunghe una linea) di tutte le liste gestite da LISTSERV e presenti su BITNET. Quasi tutti i LISTSERV possono fornirne una copia inviando loro il comando LIST GLOBAL

E' anche possibile precisare il comando inviando LIST GLOBAL /stringa (e.g. LIST GLOBAL/filosofia) per ottenere l'elenco delle liste che hanno ma stringa specificata (nell'esempio"filosofia") nella loro descrizione.

All’indirizzo ftp://sri.com/netinfo si può avere la lista degli interest-group ossia delle mailing list di Internet (attenzione: la lista è più di 1.2 MByte !)

Per quanto riguarda Usenet, ci sono due liste dei gruppi di discussione. La prima si chiama List of Active Newsgroups ed elenca i gruppi di discussione regolari

I gruppi alternativi (bionet, .alt, bit.listserv e simili.) sono invece elencati in Alternative Newsgroup Hierarchies. Entrambi gli elenchi contengono descrizioni di una riga. Un altro elenco interessante è Publicly Accessible Mailing Lists che contiene brevi descrizioni degli scopi delle liste che elenca.

Oltre a essere distribuiti via USENET nei gruppi news.lists e news.answers (nomi dei file: active-newsgroups, alt-hierarchies e mailing-lists), questi file si possono anche scaricare via anonymous FTP all'indirizzo che segue:

ftp://rtfm.mit.edu/pub/usenet/news.answers"

La Directory of Scholarly Electronic Conferences (ACADLIST)

L' elenco ACADLIST (gestito dalla Kent State University) contiene descrizioni delle conferenze elettroniche che esistono su tutti gli argomenti accademici. "Conferenze elettroniche" è un termine vago che indica liste di discussione, gruppi di interesse , riviste scientifiche in forma elettronica e così via.

ACADLIST consiste di ben 8 distinti file di testo. I primi quattro contengono un elenco di aree d'interesse in ordine alfabetico. Ad esempio, FILE1 si intitola : Anthropology- Education, il che significa che comprende tutti gli argomenti le cui iniziali stanno tra A e E. La lista è disponibile anche in formato MS WORD. Per ottenere ACADLIST si può andare all’indirizzo ftp://ksuvxa.kent.edu

Come si cerca una lista in una lista di liste

Ci sono due modi di cercare informazioni (per esempio, una lista su un argomento di proprio interesse) in una di queste liste di liste: o si lavora on-line (cioè via Rete) oppure off-line, cioè dopo aver scaricato il file sul proprio computer. Spesso, viste le dimensioni dei file, si preferisce il primo metodo; per saperne di più inviate un messaggio con testo INFO DATABASE a un LISTSERV qualsiasi. Va notato che la biblioteca della Lund University (Svezia) mette a disposizione una versione di ACADLIST in cui si possono fare ricerche on-line. Provate a fare Telnet a uno dei seguenti indirizzi: quake.think.com (login: wais) nnsc.nsf.net (login: wais) swais.cwis.uci.edu (login: swais) sunsite.unc.edu (login: swais) info.funet.fi (login: info)

Esercizio (2 punti)

La lista DBWORLD è quella usata dalla comunità di ricerca sui database. In quale degli elenchi fin qui descritti compare?

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